L’escursione di Ponte Capello si snoda nel suggestivo tratto della Via Francigena della Montagna, deviando per poche centinaia di metri verso il sentiero che consente l’accesso nella gola del fosso Porchetta.
L’itinerario, di facile percorrenza, diviene più tecnico nell’immediate vicinanze del ponte, dove è necessario prestare maggiore attenzione. Costeggiando un breve tratto del corso d’acqua, che scorre tra arbusti caduti e massi rocciosi, si arriva ai piedi di Ponte Capello. Un colpo d’occhio emozionante che rievoca l’atmosfera del medioevo e la spiritualità di antichi pellegrinaggi.
L’esplorazione può essere estesa ammirando la natura e il paesaggio circostante: la forra dalle ripidi pareti tufacee scolpite dal tempo, e la ricca vegetazione boschiva che cambia colori e profumi a seconda delle stagioni.
DETTAGLI DEL PERCORSO
Andata/ritorno con partenza dall’Abbazia Cistercense di San Martino al Cimino (Viterbo)
Distanza: 6,6 Km
Dislivello positivo: 200 mt (Andata 70 mt, ritorno 130 mt)
Altitudine massima: 611 mt slm
Difficoltà: media
Tempo di percorrenza: 1h30′
EQUIPAGGIAMENTO: abbigliamento adatto alla stagione, scarpe da trekking, pantaloni lunghi e scorte d’acqua.
ATTENZIONE:
– severamente vietato camminare sul ponte
– Utilizzare attrezzatura e abbigliamento adatti
– non abbandonare rifiuti
– rispettare l’ambiente
BREVE STORIA DI PONTE CAPELLO
Fu costruito nel XIII sec. per favorire il collegamento della via Cimina all’Abbazia di San Martino in Montibus (attuale San Martino al Cimino) dove i pellegrini erano soliti sostare prima di proseguire attraverso i boschi di Monte Fogliano, per riallacciarsi alla Cassia presso Vico Matrino (Vetralla).
Questa diramazione della via Cimina entrò successivamente in disuso e fu sostituita da un percorso collocato più a est, attuale via Francigena della Montagna.
Alcune notizie di Ponte Capello sono citate nei manoscritti inediti di due eruditi locali: Padre Semeria (1767-1845), membro dell’Accademia degli Ardenti, e Mons. Medichini (1831-1916), parroco della chiesa di S. Angelo a Viterbo.
DESCRIZIONE di Ponte Capello
Il ponte, composto da una sola arcata, misura m 12 in lunghezza, m 3,40 in larghezza e circa m 8 in altezza .

La struttura è costituita da una volta a sesto ribassato delimitata da due ghiere in blocchetti squadrati di peperino, delle quali si conserva solo quella orientale; l’altra, quella occidentale, risultava già crollata intorno al 1815, ai tempi in cui il ponte fu visto dal Semeria. I blocchetti della ghiera sono uniti con malta chiara, che costituisce anche il legante dell’opera a sacco con cui è realizzata la volta del ponte. Quest’ultima poggia direttamente sul banco di peperino con due spallette in blocchi squadrati dello stesso materiale. (Fonte Il Ponte Capello e l’antica viabilità alle falde di Monti Cimini – Alessandra Milioni)

La riscoperta di Ponte Capello: come tutto è iniziato
Sono passati alcuni anni dal giorno in cui, attraverso un’escursione improvvisata nel bosco di San Martino al Cimino, in Loc. Casalone, siamo andati alla ricerca di Ponte Capello, un’affascinante architettura dell’acqua, di età medievale, dimenticata ormai da anni e avvolta da una fitta vegetazione.
Dopo aver attraversato rovi e sterpaglie, ed esserci persi più volte, l’emozione di alzare gli occhi, e imbatterci nel ponte, è stata tanta. Quell’esile arcata in blocchetti squadrati di peperino, che si propende da un lato all’altro della gola del ruscello, poggiando elegantemente sul naturale banco roccioso, ci ha strappato una promessa: avremmo dovuto impegnarci per divulgare la conoscenza di Ponte Capello, ma anche per difenderlo dalla rovina del tempo, salvaguardandolo e proteggendolo per le future generazioni.
E come spesso accade quando nasce un desiderio, la vita ci viene in soccorso offrendoci gli strumenti e la via per realizzarlo. Il progetto MINORE: un “Faro” sul Patrimonio Culturale di Italia Nostra APS è stata l’opportunità che ha esaudito il sogno, attraverso azioni concrete portate avanti in sinergia con la Sezione di Viterbo.
Il ponte fu edificato per facilitare il passaggio di pellegrini e viandanti che, percorrendo la via Francigena da nord verso Roma, facevano sosta all’Abbazia Cistercense di San Martino al Cimino, per recuperare le forze, rifocillarsi e riprendere il cammino. Lo studio e il recupero di questo bene sono, pertanto, legati anche alla storia materiale e spirituale dell’abbazia, che nel 2025 celebra gli ottocento anni dalla sua consacrazione.
La riscoperta di Ponte Capello rafforza il legame con il passato e valorizza il tratto della Via Francigena della Montagna che lambisce il sito, offrendo a pellegrini ed escursionisti l’opportunità di una piccola deviazione per esplorare l’area.
Infatti, grazie all’apertura del nuovo sentiero, è anche possibile ammirare la suggestiva forra rocciosa e la lussureggiante vegetazione che circonda il ponte. Un’esperienza che cambia colori e profumi con il variare delle stagioni.
Questo percorso escursionistico non è solo un’attrazione per pellegrini, turisti o escursionisti, ma un invito rivolto a tutti coloro che amano riconnettersi con la natura e la storia del nostro territorio.
Passeggiate Patrimoniali organizzate da Italia Nostra – Sezione di Viterbo


TUTELA E VALORIZZAZIONE
L’attività di tutela e valorizzazione conservativa di Ponte Capello è stata avviata da Italia Nostra Sezione di Viterbo nell’ambito del progetto MINORE: un “Faro” sul Patrimonio Culturale promosso da Italia Nostra APS, sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai sensi art 72 del codice del terzo settore, di cui al decreto legislativo 117- 2017.
In attuazione del dettato della Convenzione di Faro è stata istituita la Comunità Patrimoniale di PONTE CAPELLO: unione di persone fisiche, soggetti pubblici e privati che, in modo condiviso e partecipato, collaborano attivamente per la valorizzazione e salvaguardia di questo bene.
Tutti i dati sono reperibili sulla Piattaforma delle Comunità Patrimoniali italiane (www.faroitaliaplatform.it) promossa dal Consiglio d’Europa alla luce della Convenzione di Faro e della sua ratificazione nazionale legge n. 133/200.

