I monaci cistercensi

I monaci cistercensi

Ora et labora

Nell’XIII secolo alcuni monaci cistercensi, dell’abbazia di Pontigny, scelsero San Martino in Monte per costruire l’odierna Abbazia di San Martino al Cimino.  Questo ordine religioso aveva trovato in questi luoghi l’approdo ideale per ritornare alla regola benedettina, conducendo una vita basata su tre elementi essenziali:

1) povertà (seguire poveri come Cristo povero)

2)  essenzialità nella solitudine (in luoghi lontani e impervi)

3) vita comunitaria (Ora et labora).

Questi tre aspetti, messi insieme, permettevano ai monaci di trovare la dimensione del trascendente e di elevarsi a Dio.

Oggi, molto più di allora, nel desiderio di sfuggire a volte a un mondo caotico, sopraffatto da rumori urbani ma anche mediatici, San Martino al Cimino può rappresentare un’oasi di serenità, e una meta per godersi un viaggio lento alla scoperta di una nuova dimensione e di noi stessi.

Don Fabrizio Pacelli, parroco di San Martino al Cimino, racconta chi erano i monaci cistercensi, da dove deriva lo stesso termine cistercense e qual è il loro legame con l’Abbazia di San Martino al Cimino.

Ascolta la bella narrazione di Don Fabrizio Pacelli e scopri chi erano i monaci cistercensi, il loro legame con l’Abbazia di San Martino al Cimino e l’eredità spirituale che ci hanno lasciato, e da cui dovremmo attingere ogni giorno della nostra estistenza.

Gli elementi fondamentali della spiritualità cistercense sono anche alla base della visione architettonica che ha ispirato la costruzione dell’Abbazia di San Martino al Cimino.

La robustezza, esteriormente data dalle pietre, dalle colonne e dagli archi, riflette la robustezza interiore dei monaci, data dalla spiritualità e da una vita austera.

Il secondo elemento che contraddistingue l’abbazia, sia pure nella sua magnificenza, è quello della semplicità. La chiesa è difatti priva di affreschi, stucchi od opere scultoree di grande valore, al fine di rispecchiare la vita essenziale e povera che gli stessi monaci erano chiamati a vivere.

I monaci cistercensi sono stati per San Martino al Cimino anche i missionari del Gotico. A loro si deve gran parte dell’eredità storica, patrimoniale e artistica, ma anche spirituale, che abita questi luoghi.

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